sono stato a villadose, rovigo, per il concorso voci per la libertà - una canzone per amnesty. mi sono divertito. è un festival piccolo (ma che ha dieci anni) ed è organizzato con una passione fuori dal comune. sono proprio appena rientrato, dopo una nottata di musica e chiecchiere con varie persone dell'ambiente. digerirò con molta colma tutta la faccenda. unico neo: bersani, ospite premiato, che nemmeno ci prova a suonare e cantare un pezzo...
stay tuned
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Monday, July 23, 2007
di ritorno da voci per la libertà
Posted by bos at 12:19 pm Labels: live, musica, vxl 0 comments
Saturday, January 27, 2007
un tuffo nella nostalgia, il muscolo rosso e la stupidità...
il cassero di bologna, sede suntuosa dell'arcigay locale, ha regalato ieri a tutti i presenti una serata di pura nostalgia per quegli anni in cui il porno era una fonte di discussione da bar, tra un bianchetto e l'altro; anni in cui i miti del maschio erano moana e colei che portò il partito dell'amore in parlamento: ilona staller, meglio conosciuta come cicciolina.
sempre uguale a se stessa a dispetto degli anni che passano, accompagnata da due addetti alla security di una bruttezza rara, ha dispensato soffusi guaiti da lolita, messo in mostra il famoso seno e lanciato strali tutt'altro che velati al governo e alla chiesa sul tema delle coppie di fatto. tutto rigorosamente in playback, elevando in questo modo a livello di arte l'artefatto, il kitsch, il finto (non il falso). e a guardare i corpi statuari di alcuni travestiti delle sorelle onassiss che l'hanno preceduta sul palco, c'è da domandarsi se, per il puro gusto estetico, non sia meglio perseguire la strada del costruito, dello scelto, dell'artificiale. altro che biologico! scherzi a parte: mi è piaciuto molto la loro verve d'attacco, senza paura di essere se stesse, ma senza mai perdere l'ironia o mancare di rispetto per alcuno. insomma, rubando le parole proprio a una delle sorelle onassiss - lady pantera, "qui siamo tutti froci", intendendo con questo dire che nessuno si deve mai sentire emarginato per la propria identità, per il modo in cui va incontro al mondo.
chi ha peccato di equilibrio è stata una ragazza che la dea dell'amore cicciolina ha voluto sul palco per una performance erotica, nella quale la sventurata ha avuto il malaugurato pensiero di dichiararsi, tutta impettita, "assolutamente etero" e per questo impossibilitata baciare un'altra ragazza sul palco... vabbé, ma un po' di ironia, stare al gioco: mica le era richiesto chissà che...
Posted by Anonymous at 9:54 am Labels: attualità, live 0 comments
Sunday, January 21, 2007
un piccolo sogno...
ieri sera piccolo miracolo di musica nostrana. era il compleanno della unhip records e il murato aveva organizzato un piccolo evento per pochi intimi. a villa serena hanno suonato i mersenne, a seguito dell'uscita del loro primo disco. ci hanno messo tutte le loro qualità migliori e il pubblico li ha seguiti, muovendo il culetto al ritmo delle loro accelerazioni (o decelerazioni) indie pop. ma non hanno toccato quasi mai il cuore. sono sicuro che fare un po' di strada insieme aiuterà a migliorare. la prossima volta tornerò a sentirli, convinto che mi sapranno stupire.
non hanno bisogno di convincere nessuno, invece, i torinesi disco drive: pop-punk-funk trascinante e oliatissimo. irresistibili dialoghi ritmici tra la batteria e il basso. ottimo il chitarrismo sporco e asciutto. 40 minuti scarsi, ma ci hanno prosciugato di energie, per rimpallarcele amplificate. sono contento che tra poco pubblichino anche nel regno unito: sono sicuro che non passeranno inosservati nella patria dei gang of four.
adesso ho solo un piccolo sogno che, chissà, magari un giorno si realizzarà. atterrati nella terra di albione pootrebbero attirare l'attenzione di James Murphy, alias LCD Soundsystem, trascinato dal loro gusto funk. e allora potrebbe nascere una collaborazione per IL disco da ballare, da qui all'eternità...
Posted by Anonymous at 11:25 am Labels: live, musica 0 comments
Monday, November 20, 2006
bonus track: alcune foto del concerto di possagno (estate 006)
ci hanno fatto mobilitare per ascoltare un set di meg, ex 99 posse, fatto di cassa dritta o poco più: una noia mortale. i veri protagonisti erano loro: i professional business!

john cultman rischia l'orgasmo suonando il sax...

qui anche con polly kane dietro il microfono: il doctor g momentaneamente al chiosco dei rinfreschi...
Posted by Anonymous at 3:49 pm Labels: live, musica 3 comments
Thursday, July 20, 2006
Sempre e comunque dalla parte di Spessotto
Mantova è una città strana, fatta di forti contraddizioni: la raffineria e piazza Sordello, la provincia profonda e il festival della letteratura (o il controfestival). Anche palazzo Te soffre di queste intime lacerazioni: il parco è lambito da un'accozzaglia di palazzoni sgraziati e grigi. Ma il giardino interno è quanto di meglio si possa desiderare per ascoltare Vinicio Capossela dal vivo.
Entra in scena con il suo ultimo costume da minotauro e per l'inizio dello show ci trasporta nelle sue personalissime e attualissime interpretazioni dell'antichità e del mito (Brucia Troia, Non Trattare). La band è composta oramai da una piccola orchestra (3 fiati, un addetto alle chincaglierie elettroniche, contrabbasso, chitarra e batteria). Il suond è reso ancora più affascinante dal contesto (le ombre che si stagliano sui muri secolari) e il teatro di ombre che due attori e una regista creano dietro al telo che fa da sfondo al palco. Vinicio è in forma strepitosa, con la voce mai così duttile dal vivo. Ed è consapevole del suo carisma e delle sue capacità.
Nella parte centrale, dedicata al mondo western, suona per lo più la chitarra e ne escono gioielli che ricordano i Giant Sand (o i Calexico, per i palati meno fini), ma non disdegna di citare il vecchio Boss, almeno nelle sue versioni più roots-oriented. Il Marajà arriva sul palco di sete vestito, parrucca estemporanea e energia a piene mani. Ma la qualità maggiore di Vinicio, la sua capacità di essere delicatamente perfido nelle parole, emerge nella bellissima Nutless. Sarebbe bello che il popolo dell'aperitivo, di cui anche il parco di palazzo Te conosce una originale versione (con tanto di sabbia di mare riportata tra l'asfalto e i tigli), si riconoscesse nella coppia che nelal canzone si sta sfaldando, nonostante si provi a essere felici facendo la spesa all'iper il sabato, adeguandosi ai costumi vigenti. Ma alla domanda "dov'è che siam rimasti a terra?", Nutless non risponde. Non può rispondere, perché le orecchie di chi ascolta sono foderate di merda. Putrida, schifosa, ripugnante merda.
La festa finale con Vinicio-gladiatore che presenta i musicisti in un latino maccheronico è solo il preludio all'orgia di corpi del bis, che inizia con il Ballo di San Vito. E si trasforma in trattato di poesia con la latinoamericaneggiante Che coss'è l'amor. Alla fine ce ne ritorniamo alle nostre macchine soddisfatti, la sensazione di avere assistito a un grande show, offerto alle masse da uno dei migliori show man in circolazione. Oltre che ottimo musicista e autore, ovvio.
Posted by Anonymous at 7:24 pm Labels: live, musica 2 comments
Monday, June 12, 2006
Professional Business live @ Oficina Buenaventura
Oficina Buenaventura, Castelfranco Veneto
June 3rd 2006
Siamo in pochi seduti al bar dell'Oficina, quasi tutti amici. E ci sentiamo privilegiati: sentiamo di assistere a un piccolo evento, esclusivo, solo per noi. Il palco, piccolo e caldo come una sala prove, è allestito proprio di fianco al bancone e noi ascoltiamo bevendo prosecco, tra foto speculari e pareti arancioni.
All'inizio l'imbarazzo - loro e del pubblico - è palpabile: qualche incertezza negli attacchi, piedi che non si scollano dal pavimento. Ma mano a mano che la miscela di indie rock e funk si amalgama nelle orecchie, i Professional Business si sciolgono. John Cultman comincia la sua personale danza sciamanica, sospeso tra il proprio polistrumentismo (chiatarra disturbata, clarinetto, sax) e la voce che non riesce a farsi incanalare "solo" nel microfono. Gas sembra distante, ma le sue dita sulle corde del basso danno calore ai brani e il suo sguardo è di chi ha delle visioni "superiori". Il motore immobile di tutto lo show è però la chitarra del Doctor G, insancabile macchina da riff.
Certo non mancano i difetti. A cominciare da un ricerca di identità vocale che non è ancora terminata. La necessità di rodare i pezzi, specialmente quelli dove i cambi di strumento sono più frequenti. E forse anche una seconda chitarra non sarebbe fuori luogo, permettendo a John Cultman di proseguire le sue incursioni nel rumore, a Gas di dedicarsi ancora di più a tingere di funk la ritmica, alle pelli di svolazzare. Ma il divertimento è assicurato e mi piace la voglia – e la necessità – di esprimersi di quattro ragazzi veneti, attraverso una musica che non passa per le mode del momento. Se mi puntassero una pistola alla tempia e dovessi dire a chi assomiglia il loro sound, direi Broken Social Scene, ma il Doctor G mi ha assicurato che non ha mai avuto mezza intenzione di ascoltarli! Ah, dimenticavo: avrebbero dovuto suonare anche i Canadians, ma hanno dato forfait per problemi di salute. Nessuno li ha rimpianti per l'ora abbondante del set dei Professional Business.
Posted by Anonymous at 11:29 pm Labels: live, musica 1 comments

